Read time2 min

L’intelligenza artificiale ridurrà i posti di lavoro?

L’intelligenza artificiale ridurrà i posti di lavoro?
L’intelligenza artificiale ridurrà i posti di lavoro?
decoration

Tutti sono concordi nel ritenere che l’AI rappresenti un game changer che rivoluzionerà il nostro modo di vivere e lavorare. Ma in che modo? Questa innovazione creerà posti di lavoro o li sostituirà?
Il sondaggio pubblicato sulla nostra pagina esprime punti di vista eterogenei.

intelligenza artificiale

Chi sono i sostenitori?

Secondo uno studio dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro l’intelligenza artificiale generativa ha maggiori probabilità di aumentare i posti di lavoro anziché distruggerli, automatizzando alcune mansioni piuttosto che sostituendole completamente.

Tra i sostenitori dell’AI c’è Bill Gates, che in un post sul suo blog aveva messo in chiaro la sua prospettiva perlopiù ottimistica, ritenendo che i rischi legati all’innovazione sono più che gestibili. Bill Gates lancia un appello agli sviluppatori: «Fate il vostro lavoro in maniera sicura e responsabile e tutto andrà bene»

Per lo studio dell’agenzia delle Nazioni Unite, “Generative AI and Jobs: un’analisi globale dei potenziali effetti sulla quantità e qualità del lavoro”, la maggior parte dei posti di lavoro e dei settori industriali sono solo parzialmente esposti all’automazione ed è più probabile che vengano integrati piuttosto che sostituiti.

Anche McKinsey Global Institute si esprime sul tema, analizzando il potenziale economico dell’AI generativa, e stimando in 4 trilioni di dollari la maggior crescita annua prodotta dalla nuova tecnologia, che si aggiungono agli 11 trilioni già garantiti dall’AI “non generativa” e da altre forme di automazione.

Quali i detrattori?

Tuttavia, il dibattito a livello mondiale si è focalizzato sui rischi che l’AI comporta e sulla necessità di una regolamentazione.

Dalla recente analisi del Fondo Monetario Internazionale, l’AI potrebbe rappresentare un pericolo in quanto potrebbe avere un impatto sul 60% dei posti di lavoro.
In un post sul blog dell’IMF, la direttrice Kristalina Georgieva, ha chiesto ai governi di istituire reti di sicurezza sociale e offrire programmi di riqualificazione per contrastare l’impatto dell’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro.

Secondo Georgieva, nella maggior parte degli scenari, l’intelligenza artificiale probabilmente peggiorerà la disuguaglianza complessiva, una tendenza preoccupante che i politici devono affrontare in modo proattivo per evitare che la tecnologia alimenti ulteriormente le tensioni sociali.
In conclusione, sembra emergere l’esigenza di un coordinamento tra Paesi, di un nuovo approccio collaborativo, orientato a guidare l’innovazione tecnologica che dev’essere necessariamente abbracciata come uno strumento che migliori e non minacci le capacità umane.